“I genitori devono essere affidabili. Non perfetti” di Elisabetta Rossini ed Elena Urso smonta l’ossessione per la performance genitoriale perfetta. Il principio è semplice: i bambini non hanno bisogno di modelli impeccabili—hanno bisogno di presenza costante e prevedibile. L’affidabilità costruisce sicurezza. La perfezione costruisce ansia.

Un genitore affidabile è presente, risponde, partecipa—anche quando sbaglia. Un genitore perfetto è un modello irraggiungibile che insegna al bambino che l’errore è inaccettabile. Il primo costruisce autonomia (so che puoi aiutarmi se serve). Il secondo costruisce dipendenza o evitamento (devo essere perfetto per essere accettato, oppure evito di provare).

La distinzione è neurologicamente rilevante: l’attaccamento sicuro—fondamento dello sviluppo emotivo sano—si costruisce sulla prevedibilità della risposta genitoriale, non sulla sua perfezione. Il bambino deve sapere che il genitore c’è, non che il genitore non sbaglia mai.

Un antidoto al perfezionismo genitoriale che paralizza invece di sostenere.

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