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Nella Stessa Squadra

Serie “Prima di Tutto” — Episodio 8

Prendersi cura di sé per poter prendersi cura di loro

Non puoi versare da una tazza vuota.


Tu dici no. L’altro dice sì. Tu vuoi che vada a letto alle 21. L’altro “ancora cinque minuti” che diventano 22:30. Tu punti i piedi su una regola. L’altro la smonta davanti al bambino. E vostro figlio? Vostro figlio sta imparando a dividervi. A chiedere all’altro quello che tu hai negato. A triangolare. Non perché è manipolatore. Perché è umano. E perché voi gli state mostrando che la squadra ha crepe. Questo episodio non è per “mettervi d’accordo su tutto” (impossibile). È per rimanere nella stessa squadra anche quando vedete le cose diversamente.


Perché i disaccordi sono normali (e utili)

Prima verità scomoda:

Non sarete mai d’accordo su tutto. Mai.

E va bene così.

Motivi legittimi per cui vedete le cose diversamente

1. Storia familiare diversa Tu sei cresciuto con:

  • Rigidità / Permissività
  • Affetto espresso / Affetto implicito
  • Punizioni / Dialogo

Lui/lei con:

  • L’opposto

Risultato: Reagite diversamente alle stesse situazioni

2. Temperamenti diversi

  • Uno più ansioso → più protettivo
  • Uno più rilassato → più permissivo

Non è “giusto vs sbagliato”. È diverso punto di partenza. 3. Ruoli diversi Chi passa più tempo col bambino spesso:

  • Vede più dettagli
  • Ha più stanchezza
  • Ha meno pazienza

L’altro:

  • Ha prospettiva più fresca
  • Ma meno informazioni

Entrambi hanno ragioni valide da punti di vista diversi.

La buona notizia

Prospettive diverse possono essere un vantaggio:

  • Uno frena l’altro quando esagera
  • Bilancio tra rigidità e flessibilità
  • Il bambino vede che gli adulti possono non essere d’accordo e risolvere

Ma solo se rimanete nella stessa squadra.


Il costo dei disaccordi pubblici

Cosa succede quando litigate davanti al bambino

Scenario tipico: Tu: “No, non puoi avere il gelato prima di cena” Bambino piange Partner: “Ma dai, un gelato non fa niente” Tu: “Ho detto no” Partner: “Sei sempre troppo rigido/a” Tu: “E tu troppo morbido/a” Cosa impara il bambino:

  1. Triangolazione funziona
  • Se mamma dice no, chiedo a papà
  • Se papà dice no, chiedo a mamma
  • Posso metterli uno contro l’altro
  1. Le regole sono negoziabili
  • Non esiste un “no” definitivo
  • Basta insistere abbastanza
  • Gli adulti non sanno cosa stanno facendo
  1. I genitori sono avversari, non alleati
  • Non sono una squadra
  • Sono due persone in conflitto
  • Io sono il premio/il terreno di battaglia

Il dato che fa male

Ricerca di Teubert & Pinquart (2010, meta-analisi 59 studi):

  • Coparenting conflittuale → Problemi comportamentali bambino (r = 0.30-0.40)
  • Coparenting cooperativo → Migliore adattamento (r = 0.20-0.30)

Il modo in cui collaborate conta quanto (o più) delle singole regole.


Il Patto Educativo — Il vostro strumento

Non potete essere d’accordo su tutto. Ma potete avere un patto su come gestire i disaccordi.

Fase 1: Identificate i valori comuni (30 min insieme)

Prendete un foglio. Rispondete separatamente, poi confrontate: Cosa vogliamo che nostro figlio diventi da adulto? Esempi:

  • Autonomo
  • Rispettoso
  • Capace di tollerare frustrazione
  • Empatico
  • Sicuro di sé

Scrivete 5 valori ciascuno. Poi confrontate. Trovate i 3 valori comuni più importanti. Questi sono il vostro nord condiviso. Quando non siete d’accordo su una regola, tornate qui:

“Questa regola ci porta verso i nostri valori comuni?”

Fase 2: Categorie non negoziabili (15 min)

Fate una lista di cosa non è negoziabile per nessuno dei due:

CategoriaNon negoziabilePerché
SicurezzaAttraversare strada da soli <6 anniVita/morte
SaluteOra sonno +/- 30 minSviluppo cerebrale
RispettoNon urlare/colpireValore: rispetto

Su questi temi: allineamento totale. Non si discute davanti al bambino.

Fase 3: Aree flessibili (10 min)

Fate una lista di cosa è negoziabile:

AreaFlessibilePerché
VestitiScelte esteticheNon impatta valori core
Orari weekend+/- 1 oraOccasionale, non abituale
Scelte ludicheQuale gioco / attivitàAutonomia

Su questi temi: ognuno può gestire a modo suo quando è il suo turno.

Fase 4: Le 3 regole del disaccordo

Quando non siete d’accordo su qualcosa: REGOLA 1: Mai davanti al bambino

  • Se uno ha detto no, l’altro non lo smonta davanti a lui
  • Discussione in privato
  • Poi decisione finale unita

REGOLA 2: Temporary authority

  • Chi è presente in quel momento decide
  • L’altro può dissentire dopo, in privato
  • Ma sostiene pubblicamente

REGOLA 3: Revisione settimanale

  • 15 minuti/settimana per allineamento
  • “Questa settimana cosa non ha funzionato?”
  • Aggiustare la rotta insieme

Le 5 frasi che salvano la squadra

Quando sentite il conflitto salire, usate queste:

1. “Parliamone dopo” (in privato)

Invece di: “Hai appena detto sì quando io avevo detto no!”

Usa: “Senti, parliamone dopo quando è a letto”

Messaggio al bambino: I genitori non sono d’accordo su tutto, ma si rispettano

2. “Ok per oggi, poi ne parliamo”

Invece di: Battaglia aperta davanti al bambino

Usa: “Ok, per oggi va bene” + discussione privata dopo

Messaggio: Temporary authority, squadra non si smonta

3. “Io la vedo diversamente, ma rispetto la tua decisione”

Quando: L’altro ha preso una decisione su area grigia

Usa: “Io avrei fatto diversamente, ma capisco il tuo punto”

Messaggio al bambino: Gli adulti possono avere opinioni diverse e rispettarsi

4. “Cosa dice il nostro patto su questo?”

Quando: Disaccordo su regola importante

Usa: Tornare ai valori comuni + categorie non negoziabili

Effetto: Depersonalizza (non “io vs te”, ma “noi vs problema”)

5. “Mi sono sbagliato/a, cambiamo”

Quando: Hai preso posizione troppo rigida/morbida

Usa: Ammettere errore + modificare

Messaggio potente: Gli adulti possono cambiare idea senza perdere autorità


I 4 pattern tossici (e come uscirne)

Pattern 1: Poliziotto buono / Poliziotto cattivo

Come si manifesta:

  • Uno sempre rigido
  • Uno sempre permissivo
  • Ruoli fissi

Perché è tossico:

  • Bambino va sempre dal permissivo
  • Il rigido si sente “il cattivo”
  • La squadra si polarizza

Come uscirne:

  • Scambiate ruoli intenzionalmente
  • Il rigido concede qualcosa
  • Il permissivo mette un limite
  • Mostrate che non siete ruoli fissi

Pattern 2: Sabotaggio passivo-aggressivo

Come si manifesta:

  • Uno dice no
  • L’altro “per sbaglio” permette
  • “Non sapevo che avevi detto no”

Perché è tossico:

  • Finge accordo, mina sottobanco
  • Nessuna risoluzione vera

Come uscirne:

  • Esplicitare disaccordo (in privato)
  • “Non sono d’accordo con questa regola, parliamone”
  • Onestà > sabotaggio nascosto

Pattern 3: Competizione per affetto

Come si manifesta:

  • “Io sono quello divertente”
  • “Io sono quello che capisce”
  • Usare il bambino per sentirsi genitore migliore

Perché è tossico:

  • Il bambino diventa terreno di battaglia
  • Divide invece di unire

Come uscirne:

  • Riconoscere la dinamica
  • “Sto facendo questo per competere o per il suo bene?”
  • Celebrare quando l’altro ha successo

Pattern 4: Discussioni senza fine

Come si manifesta:

  • Stesso argomento ogni settimana
  • Nessuna risoluzione
  • Circolo vizioso

Perché è tossico:

  • Esaurisce entrambi
  • Nessun progresso

Come uscirne:

  • Mettere timer (15 min massimo)
  • “Non ci stiamo mettendo d’accordo. Proviamo soluzione temporanea per 2 settimane, poi valutiamo”
  • Esperimento > dibattito infinito

Cosa fare quando uno è assente

Situazione comune:

  • Uno lavora full-time fuori casa
  • L’altro passa più tempo col bambino
  • Disaccordo su regole/routine

Il problema dello “swooping”

Swooping = Partner rientra sera e cambia regole/routine Esempio:

  • Partner A ha gestito routine tutto il giorno
  • Partner B rientra alle 19
  • Cambia ora sonno / permette eccezioni / critica scelte di A

Risultato: Partner A si sente delegittimato

La soluzione

Regola: Chi passa più tempo = maggiore autorità operativa nelle decisioni quotidiane

MA: Decisioni strategiche (valori, regole core) = insieme

Distinzione:

Tipo decisioneChi decide
Operativa (oggi cosa mangia, quale vestito)Chi è presente
Tattica (routine settimana)Chi gestisce di più + consultazione
Strategica (asilo, attività, valori)Insieme, paritario

Frase chiave per partner che rientra:

“Come è andata oggi? Cosa posso fare per aiutarti?”

NON: “Perché hai fatto così?”


La revisione settimanale (15 min)

Ogni settimana, 15 minuti insieme (bambini a letto).

Struttura

1. Check-in (2 min)

  • “Come ti senti questa settimana? (1-10)”
  • Solo ascolto, non soluzioni

2. Cosa ha funzionato (3 min)

  • “Una cosa che hai fatto bene questa settimana”
  • Celebrare insieme

3. Cosa non ha funzionato (5 min)

  • “Una situazione in cui non eravamo allineati”
  • Identificare pattern

4. Aggiustamento (5 min)

  • “Come facciamo la prossima volta?”
  • Accordo specifico

Esempio concreto

Check-in: “7/10. Stanco ma ok.”

Ha funzionato: “Hai gestito benissimo il capriccio al supermercato. Calmo, fermo, perfetto.”

Non ha funzionato: “Quando ho detto no tablet e tu hai detto sì dopo 5 minuti. Mi sono sentito/a delegittimato/a.”

Aggiustamento: “Regola: Se uno dice no screen-time, l’altro sostiene. Discutiamo dopo, non davanti a lui.”


Il segreto che nessuno ti dice: Rupture-Repair

Mito da sfatare:

“Le coppie felici non litigano.”

Falso. Ricerca di John Gottman (longitudinale, 40 anni):

  • Coppie stabili litigano quanto coppie che divorziano
  • Differenza? 70% riescono a riparare vs 30% coppie instabili
  • Non è il conflitto che uccide la relazione. È l’assenza di riparazione.

Traduzione pratica: Non sopravvive chi non litiga. Non sopravvive chi litiga beneSopravvive chi ripara.

Il ciclo Rupture-Repair (come funziona)

RUPTURE = Rottura connessione Esempi:

  • Lite su regola davanti al bambino
  • Parola detta male (“Sei sempre il solito/a”)
  • Porta sbattuta
  • Silenzio passivo-aggressivo

Cosa succede:

  • Fiducia si incrina (non si spezza, si incrina)
  • Distanza emotiva cresce
  • Bambino percepisce tensione

REPAIR = Riparazione connessione

Non è: “Scusa” automatico È: Riconoscimento danno + riconnessione + cambiamento

Cosa imparano i bambini quando vedono la riparazione

Se vedono RUPTURE ma NO REPAIR:

  • Conflitto = fine relazione
  • Errore = perdita amore
  • Paura di sbagliare → ansia relazionale

Se vedono RUPTURE + REPAIR:

  • Conflitto = parte normale relazione
  • Errore = riparabile
  • Le persone possono sbagliare e riconnettersi

Il dato che cambia tutto (Tronick, Still Face Experiment applicato a coppie): Bambini non traumatizzati da conflitto genitori. Traumatizzati da conflitto senza riparazioneResilienza relazionale si impara vedendo gli adulti riparare.

Le 5 fasi della riparazione (con esempi concreti)

FASE 1: PAUSA (2-60 minuti) Dopo rupture, nessuno può riparare subito. Cervello in modalità minaccia. Cosa fare:

  • “Ho bisogno di 30 minuti. Torno.”
  • Esci, cammina, respira
  • NON: portare rancore per giorni

FASE 2: AUTO-REGOLAZIONE (10-30 minuti) Prima di riparare con l’altro, ripara con te stesso/a. Cosa fare:

  • Respira (4 secondi inspira, 6 espira, 5 volte)
  • Chiediti: “Cosa ho sentito?” (non “Chi ha ragione?”)
  • Riconosci la tua parte (“Ho esagerato” / “Ero stanco/a”)

FASE 3: RICONNESSIONE (approccio) Torna fisicamente e emotivamente. Frase chiave:

“Mi dispiace per come ho reagito. Possiamo parlarne?”

NON:

  • “Mi dispiace MA tu…” (non è riparazione, è attacco mascherato)
  • Silenzio ostile
  • Aspettare che l’altro faccia il primo passo

FASE 4: RICONOSCIMENTO (ownership) Cosa dire:

  • “Ho sbagliato quando ho detto [cosa]”
  • “Ti ho fatto sentire [emozione]. Non era mio intento.”
  • “La prossima volta farò [azione concreta diversa]”

Esempio concreto: “Mi dispiace per averti contraddetto davanti a lui. Ti ho fatto sentire delegittimato/a. La prossima volta se non sono d’accordo te lo dico dopo, in privato.” FASE 5: VISIBILITÀ DELLA RIPARAZIONE (modeling)

Domanda cruciale: Riparare davanti al bambino o in privato?

RISPOSTA:

CosaDovePerché
CONFLITTO intensoPrivatoProteggere da emozioni troppo forti
CONFLITTO leggero-moderatoVa bene davantiNormalizzare disaccordo
RIPARAZIONESEMPRE davantiModellare risoluzione

Cosa dire davanti al bambino:

  • “Sai prima quando abbiamo discusso? Mamma e papà non erano d’accordo. Ci siamo parlati. Ora va meglio.”
  • “Mi dispiace se ti ho spaventato. Gli adulti a volte si arrabbiano, ma poi riparano.”

Messaggio potenteLe rotture si riparano. Sempre.

Quando la riparazione non funziona (red flags)

Pattern 1: Scuse a vuoto “Scusa” ogni settimana. Stesso comportamento ogni settimana.

Red flag: Parole senza cambiamento = manipolazione, non riparazione

Pattern 2: Riparazione unilaterale Uno ripara sempre. L’altro mai.

Red flag: Squilibrio cronico = relazione non paritaria

Pattern 3: Repair superficiale “Scusa” + nessun riconoscimento danno + nessun cambiamento

Red flag: Evitamento mascherato, non vera riparazione

Cosa fare se questi pattern si ripetono:

  • Terapia di coppia (professionista aiuta a sbloccare)
  • Riconoscere pattern ad alta voce (“Sto sempre riparando io. Questo non funziona.”)
  • Valutare sostenibilità relazione (honest assessment)

Quando due stili di attaccamento si incontrano

I disaccordi genitoriali non sono solo “opinioni diverse”. Sono due stili di attaccamento in collisione.

ANSIOSO + ANSIOSO = Escalation ansiosa

Dinamica:

  • Entrambi cercano rassicurazione dall’altro
  • Nessuno riesce a dare sicurezza perché entrambi ne hanno bisogno
  • Conflitti diventano gare: “Chi sta peggio?”

Come si manifesta:

  • Lite su regola → diventa lite su “Tu non mi capisci”
  • Entrambi cercano validazione, nessuno la dà
  • Bambino diventa arbitro emotivo (ruolo tossico)

Cosa fare:

  1. Riconoscete il pattern: “Entrambi stiamo cercando rassicurazione”
  2. Turni di sicurezza: “Oggi io rassicuro te. Domani tu me.”
  3. Fonte esterna: Terapia di coppia, amici sicuri, supporto esterno
  4. Breathe together: “Fermiamoci. Respiriamo. Poi decidiamo.”

EVITANTE + EVITANTE = Deserto emotivo

Dinamica:

  • Entrambi evitano il conflitto emotivo
  • Nessuno affronta i problemi
  • Disconnessione progressiva

Come si manifesta:

  • “Va bene così” (mentre niente va bene)
  • Zero discussioni sulla genitorialità
  • Ognuno fa per conto suo
  • Bambino percepisce freddo emotivo

Cosa fare:

  1. Schedulare connessione: “Ogni domenica sera, 30 minuti NON negoziabili”
  2. Terza parte: Terapeuta aiuta a mediare (neutro, non minaccioso)
  3. Start small: “Una cosa che possiamo migliorare questa settimana?”
  4. Validate effort: “Grazie per esserti seduto qui con me. So che è difficile.”

ANSIOSO + EVITANTE = Danza ansiosa (più comune)

Dinamica (pattern classico):

  • Ansioso cerca connessione, rassicurazione, vicinanza
  • Evitante si ritira, si disconnette, si allontana
  • Più l’ansioso insegue, più l’evitante fugge
  • Più l’evitante fugge, più l’ansioso insegue

Come si manifesta:

  • Ansioso: “Dobbiamo parlare di questa regola!” (urgenza)
  • Evitante: “Va bene come va” (evitamento)
  • Ansioso: “Ma non va bene! Dobbiamo decidere!” (escalation)
  • Evitante: Si chiude, esce, disconnette

Risultato: Bambino impara a dividere i genitori

Cosa farePer l’ANSIOSO:

  1. Riconosci il pattern: “Sto inseguendo. Più inseguo, più fugge.”
  2. Dai spazio: “Pensiamoci. Ne parliamo domani.”
  3. Auto-regolati prima: Respira, calma ansia, poi chiedi
  4. Comunicazione specifica: “Ho bisogno di 15 minuti per parlare di [cosa]. Quando va bene per te?”

Per l’EVITANTE:

  1. Riconosci il pattern: “Sto fuggendo. Più fuggo, più insegue.”
  2. Resta presente: “OK, parliamone. Dammi 5 minuti, poi ci sono.”
  3. Comunica il bisogno: “Ho bisogno di spazio per processare. Torno tra X tempo.”
  4. Mantieni promessa: Se dici “torno tra 1 ora”, torna tra 1 ora

Per ENTRAMBI:

  • Revisione settimanale: Tempo fisso (non negoziabile) riduce ansia ansioso, dà struttura evitante
  • Riconoscete la danza: “Sto inseguendo/fuggendo. Fermiamoci.”
  • Terapia: La danza ansioso-evitante è difficile da rompere soli

SICURO + ANSIOSO = Riparativo (con pazienza)

Dinamica:

  • Sicuro modella regolazione emotiva
  • Ansioso impara osservando
  • Ma ci vuole tempo e pazienza

Sfide:

  • Sicuro può frustrarsi: “Perché non riesci a fidarti?”
  • Ansioso si sente giudicato: “Per te è facile”

Cosa fare:

  1. Sicuro: Rassicura verbalmente (“Ti amo anche quando sbaglio”)
  2. Sicuro: Pazienza. Cambiare pattern richiede tempo.
  3. Ansioso: Comunica bisogno (“Ho bisogno che tu mi dica che andrà bene”)
  4. Entrambi: Celebrate progressi piccoli

SICURO + EVITANTE = Riparativo (con connessione)

Dinamica:

  • Sicuro modella vulnerabilità emotiva
  • Evitante impara che le emozioni sono sicure

Sfide:

  • Sicuro può sentirsi rifiutato quando evitante si disconnette
  • Evitante si sente pressato a essere “più emotivo”

Cosa fare:

  1. Sicuro: Invita, non forza (“Se vuoi parlarne, sono qui”)
  2. Sicuro: Modella vulnerabilità (“Anche io a volte ho paura”)
  3. Evitante: Prova piccoli passi (“Oggi mi sento…”)
  4. Entrambi: Rispettate ritmi diversi

Dove siamo

  • Disaccordi sono normali (storia diversa, temperamenti diversi, ruoli diversi)
  • Costo alto se litigate davanti al bambino (triangolazione, insicurezza, conflitto)
  • Patto Educativo: valori comuni + non negoziabili + flessibili + 3 regole disaccordo
  • Pattern tossici: poliziotto buono/cattivo, sabotaggio, competizione, discussioni infinite
  • Partner assente: autorità operativa a chi è presente, strategica insieme
  • Revisione settimanale 15 min per allineamento
  • Rupture-Repair: Non sopravvive chi non litiga o litiga bene, sopravvive chi ripara (5 fasi: pausa, auto-regolazione, riconnessione, riconoscimento, visibilità)
  • Riparazione sempre davanti al bambino (modellare resilienza relazionale)

Chi eri prima di essere genitore?

Ora sai come rimanere nella stessa squadra. Sai gestire i disaccordi. Sai che potete avere prospettive diverse e collaborare. Ma c’è una domanda che forse non ti fai da anni. Chi eri prima di essere genitore? Cosa ti piaceva? Cosa sognavi? Cosa ti faceva sentire vivo/a? Quando qualcuno ti chiede “Come stai?”, parli di tuo figlio. Sempre. E te? Dove sei finito/a? Nell’ultimo episodio di questa serie parliamo di identità. Di chi eri, chi sei diventato/a, e come tornare a casa senza abbandonare il ruolo di genitore. Perché prendersi cura di sé non è egoismo. È prerequisito per prendersi cura di loro.


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Per approfondire

Ricerca scientifica:

  • Teubert, D. & Pinquart, M. (2010). The Association Between Coparenting and Child Adjustment. Parenting: Science and Practice, 10(4), 286-307. DOI: 10.1080/15295192.2010.492040
  • Feinberg, M.E. (2003). The Internal Structure and Ecological Context of Coparenting. Parenting: Science and Practice, 3(2), 95-131. DOI: 10.1207/S15327922PAR0302_01
  • Gottman, J.M. (1994). What Predicts Divorce? The Relationship Between Marital Processes and Marital Outcomes. Lawrence Erlbaum Associates (studio longitudinale 40 anni su pattern riparazione coppia)
  • Tronick, E. & Weinberg, M.K. (1997). Depressed Mothers and Infants: Failure to Form Dyadic States of Consciousness. In L. Murray & P.J. Cooper (Eds.), Postpartum Depression and Child Development. Guilford Press (applicazione rupture-repair a sviluppo bambino)

Divulgazione pratica:

  • Gottman, J.M. & Gottman, J.S. (2007). And Baby Makes Three. Crown (basato su ricerca longitudinale)
  • Johnson, S.M. (2008). Hold Me Tight: Seven Conversations for a Lifetime of Love. Little, Brown Spark (terapia focalizzata emozioni, rupture-repair)

Serie “Prima di Tutto” — Prendersi cura di sé per poter prendersi cura di loro Episodio 7 di 8

Keywords: genitori non d’accordo, stili educativi diversi, coparenting, conflitti coppia genitori, squadra genitoriale, educazione coerente, rupture-repair, riparazione relazionale, riparare dopo litigio

Gabriele Balog

Teacher