
Tornare a Casa
Serie “Prima di Tutto” — Episodio 8
Prendersi cura di sé per poter prendersi cura di loro
Non puoi versare da una tazza vuota.
Quando qualcuno ti chiede “Come stai?”, parli di tuo figlio. “Bene, lui sta bene. Ha iniziato a camminare / parlare / leggere.” E te? “Io? Eh… bene, sì, stanco ma bene.” Non parli mai di te. Perché non sai più cosa dire. Non sai più:
- Cosa ti piace
- Cosa sognavi
- Cosa ti faceva sentire vivo/a
Sei diventato/a “la mamma di…” o “il papà di…”. E basta. Chi eri prima di essere genitore? E dove è finito/a? Questo è l’ultimo episodio della serie. E forse il più importante. Abbiamo parlato di burnout, mental load, sistema rotto, villaggio perduto, ansia trasmessa, limiti, coppia. E in ogni episodio, hai visto il filo invisibile che attraversa tutto: il tuo stile di attaccamento. Ora chiudiamo il cerchio. Tornando all’inizio. Il tuo stile di attaccamento: da dove viene. Come ti ha formato. E come puoi cambiarlo. Perché per prenderti cura di loro, devi prima tornare a casa. Da te stesso/a.
PARTE 1: CHI ERI PRIMA
L’identità dissolta
C’è un fenomeno che ha un nome: matrescence (per le madri) e patrescence (per i padri). È il processo di diventare genitore. E non è solo “aggiungere un ruolo”. È perdere pezzi di te.
Cosa hai perso (lista parziale)
Tempo:
- Hobby che avevi
- Amici che vedevi
- Passioni che coltivavi
- Sonno (anche questo)
Corpo:
- Se donna: cambiamento fisico post-parto (spesso permanente)
- Per tutti: stanchezza cronica = corpo diverso
Spontaneità:
- Non puoi più decidere “esco” e uscire
- Tutto richiede pianificazione / babysitter / organizzazione
- La libertà di essere imprevedibile è sparita
Identità sociale:
- Colleghi ti vedono diversamente
- Amici senza figli ti vedono cambiato/a
- Sei “quello con i bambini”
Identità professionale (soprattutto madri):
- Interruzione carriera / part-time / rallentamento
- Perceived as less committed
- Perdita status / responsabilità
Il lutto non riconosciuto
Ecco la parte che nessuno dice:
Puoi amare profondamente tuo figlio E contemporaneamente piangere la persona che eri prima.
Non è contraddizione. È lutto. Hai perso una versione di te. E nessuno ti ha dato il permesso di piangerla. Anzi, quando provi a dire “Mi manca la mia vita di prima”, ricevi:
- “Ma hai un figlio bellissimo!”
- “Dovresti essere grato/a”
- “È una fase, passerà”
Il lutto negato diventa vergogna.
PARTE 1.5: IL FILO INVISIBILE — Da Dove Viene
Il tuo stile di attaccamento: l’impronta dei primi anni
Ricordi EP02? Il filo invisibile. Hai imparato 0-3 anni:
- Se il mondo è sicuro o pericoloso
- Se le persone sono affidabili o no
- Se puoi chiedere aiuto o devi fare da solo
- Se le tue emozioni sono accettabili o troppo
Questo è il tuo stile di attaccamento. E ora che hai attraversato tutta la serie, vedi come quel filo ha attraversato ogni episodio: ANSIOSO:
- Mental load → controllo totale per gestire ansia
- Sistema rotto → tutta colpa tua (“dovrei essere più forte”)
- Aiuto → non chiedi (paura rifiuto)
- Ansia → trasmetti cercando rassicurazione dal bambino
- NO → terrore di perdere amore
- Coppia → insegui, partner fugge
EVITANTE:
- Mental load → deleghi disconnettendoti
- Sistema rotto → minimizzi (“sto bene”)
- Aiuto → “non ho bisogno di nessuno”
- Ansia → minimizzi emozioni (“non è niente”)
- NO → eviti conflitto o troppo rigido
- Coppia → fuggi quando partner cerca connessione
SICURO:
- Mental load → distribuisci collaborando
- Sistema rotto → vedi problema senza sovraccarico emotivo
- Aiuto → chiedi senza vergogna
- Ansia → co-regoli con presenza
- NO → limiti con empatia
- Coppia → collabori anche se diverse opinioni
Il pattern è diventato automatico
Non ci pensi. È solo “come sei”. Ma non è “come sei”. È come hai imparato a sopravvivere 0-3 anni. Quando eri bambino, quel pattern aveva senso:
- Ansioso: intensificavi per ottenere attenzione imprevedibile
- Evitante: disconnettevi perché mostrare bisogno = rifiuto
Il problema: Quel pattern continua oggi. Anche quando non serve più.
PARTE 1.75: EARNED SECURE — Si Può Cambiare
La scoperta che cambia tutto
Ora la parte che dà speranza. Puoi avere avuto un’infanzia con attaccamento insicuro E diventare sicuro da adulto. Si chiama Earned Secure Attachment (attaccamento sicuro acquisito).
I numeri che danno speranza
Ricerca longitudinale (Roisman et al., 2002, N>1,200):
- 20-30% delle persone con attaccamento insicuro diventano sicure da adulti
- Terapia focalizzata sull’attaccamento: efficacia 60-70% (Levy et al., 2006)
- Relazioni riparative prolungate: possono riscrivere i pattern (Davila & Cobb, 2004)
Non sei condannato dal tuo passato.
Come avviene il cambiamento
3 vie principali: 1. Relazioni riparative:
- Partner con attaccamento sicuro che ti mostra: “Puoi chiedere aiuto. Non ti rifiuterò.”
- Amicizia profonda dove sei vulnerabile e l’amico resta
- Terapia con terapeuta sicuro (relazione riparativa guidata)
2. Consapevolezza + scelta:
- Riconosci il tuo pattern (“Sto controllando per ansia, non per necessità”)
- Vedi quando si attiva (trigger: stress, burnout, conflitto)
- Scegli diversamente (anche se difficile, anche se scomodo)
- Ripeti finché diventa naturale
3. Self-reparenting (diventare il genitore di te stesso):
- Dai a te ciò che non hai ricevuto da bambino
- Consolazione quando sei in difficoltà
- Validazione quando fai bene
- Confini quando ti stai esaurendo
- Permesso di aver bisogno
Il processo non è lineare
Aspettative realistiche: Puoi migliorare significativamente Puoi sviluppare pattern più sicuri Puoi interrompere la trasmissione a tuo figlio Non diventerai “perfettamente sicuro” overnight Ricadrai nei pattern vecchi sotto stress (è normale) Non è un interruttore (è un processo lungo) Ma ogni piccolo passo conta. Ogni volta che:
- Chiedi aiuto invece di esaurirti
- Riconosci emozione invece di minimizzare
- Mantieni limite con empatia invece di cedere o fuggire
- Dai a te stesso ciò che non hai ricevuto
Stai riscrivendo il pattern.
PARTE 2: I FANTASMI DEI TUOI GENITORI
La frase che ti esce
Stai urlando. Ti fermi. E pensi:
“Oddio. Suono esattamente come mia madre/mio padre.”
Quella frase. Quel tono. Quell’atteggiamento. Proprio quello che avevi giurato non avresti mai fatto. Eppure eccoti qui.
I cicli intergenerazionali (Bowen)
La teoria sistemica familiare (Murray Bowen) spiega che trasmettiamo pattern attraverso generazioni. Non consciamente. Ma li trasmettiamo. Esempi comuni:
| Cosa hai vissuto | Cosa giuravi | Cosa fai |
|---|---|---|
| Genitori distanti emotivamente | “Sarò sempre presente” | Sei presente fisicamente ma distante emotivamente (burnout) |
| Genitori ansiosi/controllanti | “Darò libertà” | Controlli ansiosamente mascherato da “preoccupazione” |
| Genitori assenti | “Ci sarò sempre” | Sei presente ma esaurito (non vedi differenza qualitativa) |
| Genitori critici | “Non criticherò mai” | Critichi ma te ne accorgi solo dopo |
Perché succede
Non è “diventare i tuoi genitori”. È che:
- Hai imparato quel modello (è l’unico che conosci intimamente)
- Sotto stress, torni al default (burnout → autopilota → pattern familiare)
- Non hai elaborato quel pattern (negato ≠ risolto)
Il pattern negato si ripete. Il pattern visto si può scegliere.
Lo Specchio Generazionale — Esercizio
Prendi un foglio. Dividi in 3 colonne:
| I TUOI GENITORI con te | TU GIURAVI | TU FAI (onestamente) |
|---|---|---|
| ___________ | ___________ | ___________ |
Categoria 1: Affetto fisico Esempi:
- Loro: Pochi abbracci
- Giuravi: Abbraccerò sempre
- Fai: Abbracci ma ti senti a disagio / forzato
Categoria 2: Espressione emotiva Esempi:
- Loro: “Gli uomini non piangono”
- Giuravi: “Mio figlio potrà piangere”
- Fai: Ti innervosisce quando piange troppo
Categoria 3: Disciplina Esempi:
- Loro: Punizioni fisiche / urlate
- Giuravi: Mai urlare
- Fai: Urli (e poi ti odi)
Categoria 4: Presenza Esempi:
- Loro: Sempre al lavoro
- Giuravi: Sarò presente
- Fai: Presente fisicamente, assente mentalmente (telefono/stanchezza)
Categoria 5: Aspettative Esempi:
- Loro: “Devi essere il migliore”
- Giuravi: “Non metterò pressione”
- Fai: Ansietà per prestazioni scolastiche
Il permesso di vedere
Quando completi lo specchio, non giudicarti. Non sei “diventato come loro” perché sei debole. Stai ripetendo pattern perché:
- Sono incisi profondamente
- Emergono sotto stress
- Non li hai mai veramente elaborati
Vedere il pattern è il primo passo per scegliere diversamente. Il secondo è perdonarti quando ricadi. Perché ricadrai. È umano.
PARTE 3: LA MASCHERA DELL’OSSIGENO
La metafora dell’aereo
Sull’aereo, le istruzioni di sicurezza dicono sempre:
“In caso di emergenza, indossare prima la propria maschera dell’ossigeno, poi aiutare gli altri.”
Perché se tu svieni, non aiuti nessuno. La genitorialità è uguale.
Perché resistiamo
Ma quando ti dicono “Prenditi cura di te”, resisti. Perché: 1. “Non ho tempo”
- Vero. Ma è problema sistemico, non tua colpa
2. “È egoist”
- No. È sostenibilità. Tazza vuota = nessuno nutrito
3. “I miei bisogni vengono dopo”
- Falso. I tuoi bisogni PERMETTONO i loro
4. “Se chiedo aiuto per me, sembro debole”
- Falso. Chiedere aiuto = forza + intelligenza
5. “Non so nemmeno più cosa voglio”
- Questo è il problema. E lo risolviamo ora.
Lettera a Te Stesso — Strumento 1
Scrivi una lettera. Non a tuo figlio. A te.
Template guidato
Caro/a [il tuo nome], SEZIONE 1: Riconoscimento “So che sei esausto/a. So che stai facendo del tuo meglio in un sistema che non è fatto per te. So che…” (Scrivi 3-5 frasi che riconoscono la tua fatica) SEZIONE 2: Lutto “Mi manchi. Mi manca quando…” (Scrivi cosa ti manca di te prima di diventare genitore) Esempi:
- Mi manca quando leggevi un libro intero in un weekend
- Mi manca quando uscivi con gli amici senza pianificare
- Mi manca quando dormivi
SEZIONE 3: Pattern “Vedo che stai ripetendo [pattern familiare]. Non è colpa tua. Stai facendo meglio di quanto pensi, anche quando sbagli.” (Scrivi un pattern che hai identificato nello Specchio Generazionale) SEZIONE 4: Impegno “Mi impegno a…” (Scrivi 1-2 cose PICCOLE che farai per te) Esempi PICCOLI (non “andrò in palestra 5 volte/settimana”):
- Leggerò 10 pagine prima di dormire
- Farò 5 minuti di respirazione ogni mattina
- Dirò NO a una cosa questa settimana
SEZIONE 5: Chiusura “Non devi essere perfetto/a. Devi solo essere qui. E ce la farai.” Con affetto, [Il tuo nome]
Quando rileggi questa lettera:
- Quando sei in burnout profondo
- Quando ti senti “il peggior genitore del mondo”
- Quando hai ripetuto un pattern e ti odi
Rileggila. Ad alta voce.
Le 3 Promesse — Strumento 2
Per chiudere questa serie, fai 3 promesse a te stesso/a. Non 10. Non 1. Tre.
Promessa 1: TEMPO (anche piccolo)
Identifica UN tempo non negoziabile per te. Non “quando ho tempo”. Un tempo fisso. Esempi minimi:
- 15 minuti ogni mattina (prima che si sveglino)
- 30 minuti domenica sera
- 1 ora/settimana (babysitter/partner/nonni)
La mia Promessa 1:
“Ogni [giorno/settimana], dalle ___ alle ___, questo tempo è MIO. Non negoziabile.”
Promessa 2: AIUTO (abbassare muro)
Identifica UNA persona a cui chiederai aiuto nelle prossime 2 settimane. Per UNA cosa specifica. Non “mi serve aiuto in generale”. La mia Promessa 2:
“Chiederò a [nome] di [cosa specifica] entro [data].”
Esempi:
- “Chiederò a mia suocera di prendere i bambini sabato pomeriggio entro venerdì”
- “Chiederò al partner di gestire la cena martedì sera (da solo, io non supervisiono)”
Promessa 3: PATTERN (interrompere 1 volta)
Identifica UN pattern dallo Specchio Generazionale. La prossima volta che emerge, fermati. La mia Promessa 3:
“Quando sento che sto per [pattern], mi fermo. Respiro. Scelgo diversamente.”
Esempi:
- “Quando sento che sto per urlare come faceva mio padre, mi fermo. Respiro. Parlo con voce calma.”
- “Quando sento che sto per criticare come faceva mia madre, mi fermo. Dico una cosa positiva.”
Scrivi le 3 promesse su un foglio. Appendilo dove lo vedi.
Il cerchio si chiude
Abbiamo fatto un viaggio insieme. Nove episodi. E in ogni episodio, il filo invisibile del tuo attaccamento ha attraversato tutto.
EP01 – La Tazza Vuota: Il burnout è reale. Non è colpa tua.
EP02 – Il Filo Invisibile: Hai imparato 0-3 anni come funzionano le relazioni. Quel pattern è ancora qui.
EP03 – Il Peso Invisibile: Il mental load esiste. E il tuo stile influenza come lo gestisci.
EP04 – Il Tempo Rubato: Il sistema è rotto. E il tuo stile influenza come reagisci.
EP05 – Il Villaggio Fantasma: Sei solo/a perché la tribù è sparita. E il tuo stile spiega perché non chiedi aiuto.
EP06 – L’Ansia che Passa: L’ansia si trasmette. E il tuo stile determina come la trasmetti.
EP07 – Il Permesso di Dire No: Il NO è amore. E il tuo stile spiega perché è così difficile dirlo.
EP08 – Nella Stessa Squadra: Potete non essere d’accordo e collaborare. Ma due stili diversi devono imparare a danzare insieme.
EP09 – Tornare a Casa: Il tuo stile viene da lontano. Ma puoi cambiarlo. Earned secure. Self-reparenting. Tornare a casa da te.
Prima la tua maschera dell’ossigeno
Se c’è una cosa da portare via da questa serie, è questa:
Prendersi cura di sé non è egoismo. È prerequisito.
Non puoi versare da una tazza vuota. Non puoi dare presenza se sei esaurito. Non puoi co-regolare tuo figlio se sei in panico cronico. Non puoi insegnargli confini se non ne hai. Non puoi collaborare col partner se sei al limite. Prima la tua maschera. Poi la loro.
Bentornato/a a casa
Questa serie si chiama “Prima di Tutto”. Prima di tutto, devi tornare a casa. Da te. Riconoscere la tua fatica. Piangere la persona che eri. Vedere i pattern che ripeti. Chiedere aiuto senza vergogna. Riempire la tua tazza. Anche solo un po’. E poi, da quel posto, puoi essere il genitore che vuoi essere. Non perfetto. Presente. Non esausto. Sostenibile. Non solo “mamma/papà di…”. Te stesso/a E genitore.
Le tue 3 promesse (recap finale)
Prima di chiudere, rileggi le 3 promesse che hai scritto:
Promessa 1 (TEMPO): _______________
Promessa 2 (AIUTO): _______________
Promessa 3 (PATTERN): _______________
Inizia da queste. Solo da queste. Non servono rivoluzioni. Servono piccoli passi sostenibili. Un tempo non negoziabile. Una richiesta di aiuto. Un pattern interrotto.
Un’ultima cosa
Se hai letto fino a qui, significa che ti stai prendendo cura di te. Significa che stai cercando di capire. Di migliorare. Di essere presente. Questo è già tantissimo. Non sei un genitore perfetto. Nessuno lo è. Ma sei qui. Stai provando. Stai facendo del tuo meglio. E tuo figlio non ha bisogno di perfezione. Ha bisogno di te. Presente. Autentico/a. Umano/a. Anche quando sbagli. Anche quando sei stanco/a. Anche quando ripeti pattern. Perché la tua presenza imperfetta vale più dell’assenza perfetta.
Bentornato/a a casa. Fine Serie “Prima di Tutto”
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Per approfondire
Identità e transizione genitoriale:
- Stern, D.N. (1995). The Motherhood Constellation. Basic Books. ISBN: 978-0465086658
- Sacks, A. (2017). The Birth of a Mother. New York Times
Trauma e cicli intergenerazionali:
- Van der Kolk, B. (2014). The Body Keeps the Score. Viking. ISBN: 978-0670785933
- Bowen, M. (1978). Family Therapy in Clinical Practice. Jason Aronson (teoria sistemica)
Self-compassion:
- Neff, K.D. (2003). Self-Compassion: An Alternative Conceptualization of a Healthy Attitude Toward Oneself. Self and Identity, 2(2), 85-101. DOI: 10.1080/15298860309032
Serie “Prima di Tutto” — Prendersi cura di sé per poter prendersi cura di loro Episodio 9 di 9 (FINALE)
Keywords: identità dopo figli, tornare sé stessi genitore, matrescence, cicli intergenerazionali, self-care genitori, burnout recovery, earned secure attachment, self-reparenting, attaccamento genitori
Serie completa disponibile
- EP01 – La Tazza Vuota
- EP02 – Il Filo Invisibile ⭐ CHIAVE
- EP03 – Il Peso Invisibile
- EP04 – Il Tempo Rubato
- EP05 – Il Villaggio Fantasma
- EP06 – L’Ansia che Passa
- EP07 – Il Permesso di Dire No
- EP08 – Nella Stessa Squadra
- EP09 – Tornare a Casa ⭐ SEI QUI
Risorse aggiuntive: