"L'onda" di Todd Strasser è basato su un fatto reale. Nel 1967, in una scuola superiore californiana, un insegnante di storia prova a rispondere a una domanda dei suoi studenti: "Come è possibile che i tedeschi non sapessero cosa stava succedendo?" Per dimostrarlo, crea un movimento in classe: uniforme, saluto, slogan, disciplina di gruppo. In cinque giorni, gli studenti si trasformano. Chi non aderisce viene emarginato. Chi aderisce smette di pensare con la propria testa. L'esperimento va fuori controllo.
Strasser documenta con precisione il meccanismo con cui un gruppo di adolescenti — intelligenti, in un paese democratico, nel 1967 — diventa un movimento autoritario in meno di una settimana. Non servono armi né ideologia elaborata: basta un'identità condivisa, un senso di appartenenza forte, la pressione sociale su chi resta fuori, e la gratificazione di sentirsi parte di qualcosa di più grande di sé. Il pensiero critico non viene soppresso — viene reso socialmente costoso.
Capire questo meccanismo significa riconoscerlo nelle dinamiche di qualsiasi gruppo — dalla classe scolastica al feed dei social — dove il conformismo viene premiato e il dubbio viene punito. Un libro che dimostra, con fatti documentati, che la distanza tra "noi" e "loro" è molto più breve di quanto ci faccia comodo credere.