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L’Ansia che Passa

Serie “Prima di Tutto” — Episodio 6

Prendersi cura di sé per poter prendersi cura di loro

Non puoi versare da una tazza vuota.


Tuo figlio ha paura. Del buio. Del cane dei vicini. Di dormire da solo. Di rimanere senza te. Ma tu non gliel’hai insegnato, queste paure. Non gli hai mai detto “attento al buio” o “i cani sono pericolosi”. Anzi, hai fatto il contrario. Hai cercato di rassicurare, di normalizzare, di rendere tutto meno spaventoso. Eppure lui ha paura. Sempre più paura. E quando sei onesto con te stesso, sai da dove viene. Viene da te. Non perché gliel’hai detto. Ma perché l’ha sentito. Nel tuo corpo. Nel tuo respiro. Nella tensione che porti addosso anche quando non parli. L’ansia si trasmette. Anche quando non vuoi. Anche quando non te ne accorgi. E questa è la parte che fa più male.


L’ansia si trasmette (e non puoi fingere)

Il dato che fa male

I figli di genitori ansiosi hanno:

  • 4-7 volte più probabilità di sviluppare disturbi d’ansia (Bögels & Brechman-Toussaint, 2006)
  • Esordio più precoce dei sintomi
  • Sintomi più persistenti nel tempo

Non è genetica (o almeno, non solo). È trasmissione. Diretta. Quotidiana. Inconsapevole.

Come funziona la trasmissione

Il tuo bambino ha un sistema di rilevamento del pericolo estremamente sensibile. Questo sistema non legge le tue parole. Legge:

  • Il tuo tono di voce
  • La tensione del tuo corpo
  • Il ritmo del tuo respiro
  • Lo sguardo dei tuoi occhi

E quando rileva segnali di pericolo in te, il suo sistema si attiva. Esempio concreto: Tu dici: “Va tutto bene, non c’è niente di cui aver paura.” Ma:

  • Il tuo corpo è teso
  • Il tuo respiro è alto e veloce
  • La tua voce è leggermente più acuta
  • I tuoi occhi controllano l’ambiente

Tuo figlio legge il corpo, non le parole. E il messaggio che arriva è: “Mamma/Papà ha paura. Significa che c’è un pericolo.” Non puoi fingere. Il corpo parla più forte delle parole.


I 3 modi in cui trasmettiamo ansia (senza volerlo)

1. Modellamento emotivo

Cosa fai tu = Cosa impara lui Se tu:

  • Salti quando suona il campanello
  • Ti tendi quando arriva qualcuno di nuovo
  • Eviti situazioni sociali
  • Ti preoccupi ad alta voce costantemente

Lui impara:

  • Il mondo è pericoloso
  • Le persone sono minacce
  • L’evitamento funziona
  • Preoccuparsi è normale

Non serve che tu glielo dica. Lo vede. E lo copia.

2. Accomodamento dell’ansia

“Family accommodation” = Modificare la vita familiare per evitare trigger d’ansia del bambino Esempi:

  • Dormire con lui perché ha paura (oltre i 7-8 anni)
  • Evitare situazioni sociali perché si agita
  • Parlare tu al suo posto perché è timido
  • Controllare ossessivamente per “proteggere”

Intenzione: Proteggere tuo figlio Risultato: Confermare che il pericolo è reale

Il messaggio che passa:

“Se mamma/papà modifica tutto per evitare questa cosa, significa che davvero è pericolosa.”

3. Richieste di rassicurazione (loop infinito)

Il bambino chiede:

  • “È sicuro?”
  • “Succederà qualcosa di brutto?”
  • “Tu resti qui vero?”

Tu rassicuri: “Sì, va tutto bene.” Lui richiede: “Ma sei sicuro sicuro?” Tu rassicuri ancora. E ancora. E ancora. Il loop non finisce mai. Perché ogni rassicurazione:

  • Allevia l’ansia per 30 secondi
  • Ma conferma che c’è qualcosa di cui aver paura
  • E aumenta la dipendenza dalla rassicurazione

È come grattare una puntura di zanzara. Allevia sul momento, peggiora nel tempo.


La teoria polivagale (semplificata)

Per capire come interrompere il ciclo, devi capire come funziona il sistema nervoso. Stephen Porges (teoria polivagale) spiega che abbiamo 3 “stati” del sistema nervoso:

Stato 1: VENTRALE VAGALE (Sicurezza)

  • Mi sento al sicuro
  • Posso connettermi con altri
  • Posso pensare lucidamente
  • Il mondo va bene

Segnali fisici: respiro profondo e lento, muscoli rilassati, espressione aperta

Stato 2: SIMPATICO (Mobilitazione/Allarme)

  • C’è un pericolo!
  • Devo combattere o scappare
  • Cuore accelerato, muscoli tesi
  • Pensiero rapido ma meno lucido

Segnali fisici: respiro veloce e alto, tensione, ipervigilanza

Stato 3: DORSALE VAGALE (Immobilizzazione/Shutdown)

  • Troppo pericoloso
  • Mi congelo/dissocio
  • Nessuna via di fuga
  • Mi arrendo

Segnali fisici: torpore, disconnessione, vuoto


La co-regolazione: come funziona davvero

Ecco la parte importante: Il sistema nervoso di tuo figlio si regola sul tuo. Quando sei in stato ventrale (calmo, sicuro), il suo sistema legge:

“Adulto di riferimento è calmo → Non c’è pericolo → Posso rilassarmi”

Quando sei in stato simpatico (ansioso, allarmato), il suo sistema legge:

“Adulto di riferimento è in allerta → C’è pericolo → Devo attivarmi”

Non è cosa gli dici. È in che stato sei mentre glielo dici.


Il Termometro Emotivo — Il tuo strumento

Prima di poter co-regolare tuo figlio, devi auto-regolare te stesso.

Esercizio pratico (da fare ORA)

Chiudi gli occhi. Fai 3 respiri profondi. Poi chiediti: Dove sono adesso?

  • [ ] Ventrale (calmo, connesso, presente)
  • [ ] Simpatico (teso, preoccupato, ipervigilante)
  • [ ] Dorsale (vuoto, disconnesso, spento)

Come lo sento nel corpo?

  • Respiro: alto/veloce o basso/lento?
  • Muscoli: tesi o rilassati?
  • Pensieri: veloci/caotici o calmi/lucidi?

Da quanto tempo sono qui?

  • Minuti? Ore? Giorni?

Auto-regolazione: 3 tecniche immediate

Tecnica 1: Respiro Fisiologico (2 minuti)

Questo è il respiro più efficace per calmare il sistema nervoso (Andrew Huberman, neurobiologia Stanford):

  1. Inspira dal naso (5 secondi)
  2. Breve pausa
  3. Inspira di nuovo (piccola inspirazione aggiuntiva – riempie polmoni)
  4. Espira lunga dalla bocca (10 secondi)
  5. Ripeti 5 volte

Perché funziona: L’espirazione lunga attiva il nervo vago → passa a stato ventrale

Tecnica 2: Orientamento Spaziale (1 minuto)

Quando senti ansia salire:

  1. Guarda lentamente intorno a te (muovi testa e occhi)
  2. Nomina 5 cose che vedi
  3. Ascolta 3 suoni che senti
  4. Senti 2 cose che tocchi

Perché funziona: Riporta al presente, interrompe loop di preoccupazione

Tecnica 3: Vocalizzazione (30 secondi)

  1. Fai un suono con la gola (hum, mmm, canticchiare)
  2. Senti vibrazione nel petto
  3. Continua per 20-30 secondi

Perché funziona: Vibrazione stimola nervo vago direttamente


Co-regolare tuo figlio (5 passi)

Passo 1: Prima regola TE

Non puoi calmare tuo figlio se sei in panico. Prima: Respiro fisiologico (2 minuti)

Passo 2: Presenza fisica

  • Abbassati alla sua altezza
  • Contatto fisico (se lo accetta): mano su spalla/schiena
  • Contatto visivo morbido (non fisso/intenso)

Passo 3: Rispecchiamento + validazione

Non dire subito “va tutto bene” (lui sente che NON va tutto bene) Invece:

  • “Vedo che hai paura” (rispecchiamento)
  • “La paura si sente forte” (validazione)
  • “Sono qui con te” (presenza)

Non minimizzare. Non negare. Riconosci.

Passo 4: Respira insieme

  • “Respiriamo insieme”
  • Respiri profondi visibili (esagera movimento petto)
  • Conta ad alta voce: “Inspira 1-2-3, espira 1-2-3-4-5”

Il suo sistema si sincronizza sul tuo respiro.

Passo 5: Quando si calma, esplora

Solo quando è più calmo (non durante picco d’ansia):

  • “Cosa ti ha spaventato?”
  • “Dove senti la paura?” (corpo)
  • “Cosa ti aiuta quando hai paura?”

Non razionalizzare (“Ma vedi, non c’era niente”) → Questo invalida esperienza


Cosa NON fare (errori comuni)

“Non aver paura”

Messaggio che passa: “La tua emozione è sbagliata”

“Non c’è niente di cui aver paura”

Messaggio che passa: “Non mi fido di cosa percepisci”

Razionalizzare durante la crisi

“Ma vedi, statisticamente i cani non mordono…” Durante la crisi, il cervello razionale è offline. Non può processare logica.

Evitare sempre i trigger

Evitamento conferma pericolo. Aumenta ansia nel tempo.

Rassicurare all’infinito

Crea dipendenza da rassicurazione. Non risolve.


Esposizione graduale (quando è più calmo)

L’ansia si riduce con esposizione graduale + sicurezza Esempio: Paura del buio Livello 1 (settimana 1):

  • Porta socchiusa, luce corridoio
  • Tu nella stanza accanto (visibile)

Livello 2 (settimana 2-3):

  • Porta socchiusa, luce corridoio
  • Tu in altra stanza (sentibile)

Livello 3 (settimana 4-5):

  • Porta chiusa, lucina notturna
  • Tu disponibile ma non presente

Livello 4 (settimana 6+):

  • Porta chiusa, buio completo
  • Routine di sicurezza (peluche, musica)

Regole:

  • Non forzare
  • Celebrare ogni passo
  • Regressioni sono normali
  • Pazienza (mesi, non giorni)

Il tuo lavoro principale

Più importante di qualsiasi tecnica è il tuo stato. Tuo figlio non ha bisogno che tu risolva la sua paura. Ha bisogno che tu:

  1. Rimani calmo quando lui è in panico (ancora sicuro nel mare della sua tempesta)
  2. Validi la sua esperienza (non minimizzi)
  3. Dimostri che le emozioni difficili passano (con la tua presenza)

Non puoi controllare se avrà paura. Puoi controllare come reagisci tu. E la tua reazione insegna:

  • “Le emozioni sono sicure da sentire. Passano. Non sono pericolose.”
  • “Le emozioni sono pericolose. Vanno evitate. Devo avere qualcuno che mi rassicuri.”

L’attaccamento come canale di trasmissione

L’ansia si trasmette. Ma come si trasmette dipende dal tuo stile di attaccamento.

Se il tuo stile tende all’ANSIOSO

Come trasmetti ansia: Attraverso richiesta implicita di rassicurazione continua. Meccanismo:

  • La tua ansia cerca conferma esterna (“Andrà tutto bene, vero?”)
  • Tuo figlio diventa la tua fonte di rassicurazione
  • Lui impara: “Mamma/papà ha paura. Devo rassicurarli. Il mondo è pericoloso.”

Come si manifesta:

  • Chiedi a lui di rassicurarti (“Stai bene, vero?”)
  • Lui diventa ipervigilante per il tuo stato emotivo
  • Trasmetti messaggio: “Non posso gestire la mia ansia senza conferma”
  • Lui impara: ansia = bisogno continuo di rassicurazione esterna

Il paradosso:

Cerchi rassicurazione per calmarti. Ma insegni a tuo figlio che l’ansia si gestisce solo con rassicurazione esterna. E questo crea dipendenza.

Cosa fare:

  1. Auto-regolazione prima: Respira, orienta, rassicura TE prima di chiedere conferma
  2. Riconosci il pattern: “Sto chiedendo a lui di calmare me. Inverto il ruolo.”
  3. Trova adulti per rassicurazione: Partner, amici, terapeuta (non figlio)
  4. Modella autoregolazione: “Sono preoccupato. Respiro. Mi calmo.”

Se il tuo stile tende all’EVITANTE

Come trasmetti ansia: Attraverso minimizzazione delle emozioni. Meccanismo:

  • Disconnetti dalla tua ansia (non la riconosci)
  • Quando tuo figlio ha paura, minimizzi (“Non è niente”)
  • Lui impara: “Le emozioni vanno ignorate. Non vanno mostrate.”

Come si manifesta:

  • Lui ha paura → tu razionalizzi (“È solo un cane piccolo”)
  • Neghi la sua esperienza emotiva
  • Trasmetti: “Le emozioni sono fastidiose. Non mostrarle.”
  • Lui impara: disconnessione emotiva come strategia

Il paradosso:

Minimizzi per proteggerlo dall’ansia. Ma lui impara a disconnettersi dalle emozioni. E la disconnessione crea ansia sommersa che esplode dopo.

Cosa fare:

  1. Riconosci prima: “Vedo che hai paura. È OK.”
  2. Valida senza minimizzare: “Capisco che per te è grande/spaventoso”
  3. Connettiti alla tua emozione: “Anche io a volte ho paura. È normale.”
  4. Presenza prima di soluzione: Stai con l’emozione prima di risolverla

Se il tuo stile è più SICURO

Come regoli l’ansia (e come aiutare chi non riesce)Punti di forza:

  • Riconosci la tua ansia senza farla traboccare
  • Validi le emozioni di tuo figlio
  • Co-regoli senza dipendenza (lui si calma con la tua presenza)
  • Modelli che le emozioni passano

Possibili sfide:

  • Partner ansioso: trasmette pattern rassicurazione continua
  • Partner evitante: minimizza emozioni figlio
  • Potresti non capire perché per altri è così difficile

Cosa fare:

  1. Bilancia stili diversi: Tu modelli, partner impara osservando
  2. Sostieni partner: “Va bene sentirsi così. Respiriamo insieme.”
  3. Intervieni quando necessario: Se partner minimizza → valida tu
  4. Sii paziente: Cambiare pattern emotivi richiede tempo

Dove siamo

  • L’ansia si trasmette da genitore a figlio (4-7x rischio maggiore)
  • Trasmissione avviene attraverso: modellamento, accomodamento, loop rassicurazione
  • Sistema nervoso bambino si regola sul tuo (co-regolazione)
  • Auto-regolazione prima: respiro fisiologico + orientamento + vocalizzazione
  • Co-regolazione: presenza fisica + validazione + respiro insieme
  • Esposizione graduale riduce ansia nel tempo
  • Il tuo stato conta più delle tue parole

Il NO come atto d’amore

Ora sai che l’ansia passa. Sai come interrompere il ciclo. Sai che il tuo stato conta più delle tue parole. Ma c’è qualcosa che molti genitori oggi faticano a fare. Qualcosa che sembra crudele ma è uno degli atti d’amore più grandi. Parlo del NO. Dire no quando tutti dicono sì. Mettere limiti quando la cultura dice “sii sempre gentile”. Tollerare la frustrazione di tuo figlio quando ti urla “sei cattivo”. Nel prossimo episodio parliamo di questo: il permesso di dire no. Senza colpa. Con empatia. Ma dire no.


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Per approfondire

Ricerca scientifica:

  • Lebowitz, E.R. et al. (2016). Family Accommodation in Pediatric Anxiety Disorders. Depression and Anxiety, 33(10), 917-924. DOI: 10.1002/da.22545
  • Bögels, S.M. & Brechman-Toussaint, M.L. (2006). Family Issues in Child Anxiety. Clinical Psychology Review, 26(7), 834-856. DOI: 10.1016/j.cpr.2005.08.001
  • Porges, S.W. (2011). The Polyvagal Theory. Norton

Applicazione pratica:

  • Dana, D. (2018). The Polyvagal Theory in Therapy. Norton
  • Huberman, A. Huberman Lab Podcast (neuroscience of stress/anxiety)

Serie “Prima di Tutto” — Prendersi cura di sé per poter prendersi cura di loro Episodio 5 di 8

Keywords: ansia genitoriale, trasmettere ansia figli, co-regolazione emotiva, teoria polivagale, respirazione ansia, calmare bambini ansiosi

Gabriele Balog

Teacher