Bambino seduto davanti a una scatola vuota e oggetti semplici, non gioca

Non Usa l’Immaginazione: Cosa Significa Davvero

Gli dai una scatola vuota. Ti guarda. “Che ci faccio?”
Un bastoncino. Lo butta. “Che cos’è?”
Tempo libero senza schermi. Cinque minuti. “Mi annoio.”

Non inventa storie. Non trasforma oggetti. Non costruisce mondi.

E tu pensi: “Ma io a quell’età passavo ore a giocare da solo.”

Qualcosa è cambiato. Non in loro. Attorno a loro.

Se il gioco di fantasia è scomparso dalla vostra casa, fermati 3 minuti.
Quello che sta succedendo non è pigrizia.
È un segnale. E non è quello che pensi.


Perché non immaginano più

Un bastoncino che diventa una spada. Una scatola che diventa un castello.
Quel gioco si chiama gioco simbolico. Ed è una delle esperienze più ricche che il cervello di un bambino possa attraversare.

Non è intrattenimento. È allenamento.

Il gioco simbolico allena la capacità di pensare qualcosa che non c’è. Di tenere in mente un’idea e trasformarla. Di creare regole, seguirle, cambiarle. Di risolvere problemi senza istruzioni.

La ricerca lo chiama “funzioni esecutive” (Diamond, 2013). Pianificazione, flessibilità, autocontrollo: si allenano giocando, non studiando.

Ma il gioco simbolico ha bisogno di una condizione precisa: il vuoto.
Tempo senza stimoli. Noia senza soccorso. Silenzio senza contenuti.

Se ogni momento vuoto viene riempito da uno schermo, il cervello non ha bisogno di inventare nulla. Lo schermo inventa per loro.

La domanda che ti fai è sbagliata.
Non è “perché non usa la fantasia?”.
È “quando ha avuto l’ultima occasione per usarla?”.

Non è un difetto. È un muscolo che nessuno allena più.


Il Vuoto Protetto

Non ti chiederò di eliminare gli schermi.
Ti chiederò di creare un buco.
Piccolo. Quotidiano. Intenzionale.

Nome tool: Il Vuoto Protetto

1. Scegli un momento fisso
Dopo pranzo, prima di cena, dopo i compiti. Sempre lo stesso.

2. 15 minuti. Nessuno schermo. Nessuna attività organizzata.
Solo oggetti semplici disponibili: scatole, cuscini, coperte, bastoncini, fogli.
Niente proposte. Niente “perché non fai…?”.

3. Sopravvivi ai primi 5 minuti.
Diranno “mi annoio”. Non intervenire.
La noia è l’inizio, non il problema.

Le prime volte non succederà niente. Va bene.
Non stai aspettando un risultato. Stai restituendo una condizione.

Dopo 4-5 giorni, qualcosa cambia.
Il bastoncino diventa qualcosa. La scatola si trasforma.
Non sempre. Ma più spesso.

Il Vuoto Protetto non insegna a immaginare.
Restituisce lo spazio in cui l’immaginazione può succedere.


Ma c’è qualcosa di più grande

Il Vuoto Protetto restituisce 15 minuti.
Ma non ti ho detto cosa i bambini hanno perso davvero.

Non è solo la fantasia.
È un intero sistema di condizioni che per 300’000 anni ha costruito il cervello che oggi diamo per scontato.

Noia. Silenzio. Tempo vuoto condiviso. Storie raccontate, non guardate.

Queste condizioni non mancano per caso.
Sono state sostituite. Tutte. Nello stesso momento storico.

Se vuoi capire cosa è stato tolto e come restituirlo, ho scritto una guida completa: Quello Che Hanno Perso – Esserci EP03

Lì scoprirai cosa costruiva il cervello dei bambini.
E perché oggi non succede più.


Tempo di lettura: 3 minuti
Prossimo passo: Scopri cosa hanno perso davvero →


Se conosci qualcuno che lo sta vivendo, giragli questo articolo. A volte basta sapere che non è colpa tua.


Fonti scientifiche:

  • Diamond, A. (2013). Executive Functions. Annual Review of Psychology, 64, 135-168. DOI: 10.1146/annurev-psych-113011-143750
  • Lillard, A.S. et al. (2013). The Impact of Pretend Play on Children’s Development: A Review of the Evidence. Psychological Bulletin, 139(1), 1-34. DOI: 10.1037/a0029321
  • Yogman, M. et al. (2018). The Power of Play: A Pediatric Role in Enhancing Development in Young Children. Pediatrics, 142(3), e20182058. DOI: 10.1542/peds.2018-2058

Nota metodologica: Il gioco simbolico (far finta, trasformare oggetti, inventare scenari) è riconosciuto dalla ricerca come una forma particolarmente potente di allenamento cognitivo nell’infanzia. Non perché “giocare è bello”, ma perché coinvolge simultaneamente memoria di lavoro (tenere in mente lo scenario), flessibilità cognitiva (adattare le regole), e controllo inibitorio (mantenere il ruolo). Quando il gioco simbolico scompare dalla quotidianità di un bambino, non è un capriccio — è un indicatore che le condizioni per questo allenamento naturale non sono più presenti. L’articolo non suggerisce di eliminare la tecnologia, ma di restituire finestre quotidiane di vuoto strutturato in cui il cervello possa riprendere a fare quello che ha fatto per centinaia di migliaia di anni: inventare.

Gabriele Balog

Teacher