
Come Calmare Un Bambino Ansioso: Guida Pratica
Ha paura del buio. Del rumore. Dei compagni. Di cose che “non dovrebbero” fare paura. Gli dici “non c’è niente di cui preoccuparsi”. Ma continua a preoccuparsi.
Ti senti impotente. Vorresti proteggerli da tutto. Ma non puoi. Vorresti che non avessero paura. Ma ce l’hanno.
E a volte ti chiedi: “È colpa mia? Gliel’ho passata io?”
Se questa domanda ti tiene sveglio, continua a leggere. Non è colpa tua. Ma puoi fare qualcosa. Tra 3 minuti capirai come funziona. E cosa cambiare stasera.
Come funziona davvero
L’ansia non passa solo da ciò che diciamo: si trasmette anche, e spesso in modo molto potente, attraverso il nostro corpo, i gesti e il modo in cui ci muoviamo e reagiamo.
I bambini leggono il tuo stato nervoso PRIMA ancora che tu apra bocca. Se tu sei teso, sentono la tensione. Anche se dici “va tutto bene”.
Dirgli “non preoccuparti” mentre sei preoccupato è come dirgli “non respirare” mentre ansimi. Il corpo parla più forte delle parole.
La domanda che ti fai è sbagliata. Non è “come faccio a calmarli?”. È “come posso essere calmo IO mentre sono agitati?”.
La tua calma è la loro medicina.
Non è colpa tua se ti agiti quando hanno paura. È biologia. Sei programmato per reagire.
Ma puoi imparare a regolarti. E quando lo fai, imparano con te.
Quando è ansia e quando no
Prima di calmarli, devi capire se quello che vedi è normale o no. Non per diagnosticare. Per sapere quando preoccuparti.
Tre indicatori. Semplici. Non clinici. Orientativi.
1. Frequenza: succede ogni giorno? Paura occasionale = normale sviluppo. Ansia quotidiana = segnale da osservare.
2. Intensità: impedisce le attività normali? “Non voglio andare” = resistenza normale. “Non riesco fisicamente ad andare” (vomito, tremori, pianto incontrollabile) = oltre la normalità.
3. Durata: dura più di 2 settimane consecutive? Fase passeggera = può risolversi da sola. Persistenza oltre 2 settimane = merita attenzione.
Se rispondi sì a 2 su 3: non è “solo una fase”. È qualcosa che merita uno sguardo professionale.
Questo non sostituisce una valutazione. Ma ti aiuta a capire quando cercarla.
Se invece è ansia situazionale, temporanea, gestibile, allora il tool che segue può aiutarti. Molto.
Il Respiro Specchio
Non ti chiederò di non preoccuparti. Ti darò un modo per calmarti fisicamente. Così veloce che funziona anche nel panico.
Quando sono in ansia, fai questo:
1. PRIMA calma te stesso (10 secondi) 3 respiri lenti. Inspira 4 secondi, espira 6. Non guardare. Guarda dentro.
2. POI avvicinati Abbassati al loro livello. Occhi negli occhi. Mano sul petto o sulla schiena.
3. Respira CON loro “Respiriamo insieme.” Fai vedere il tuo respiro. Lento. Rumoroso. Copieranno senza accorgersene.
4. Nomina, non minimizza “Vedo che hai paura. Sono qui.” NON “non è niente”. NON “non c’è motivo”.
Due minuti. Funziona.
La prima volta non si calmerà subito. Ma ogni volta che lo fai, insegni qualcosa: “Le emozioni si possono attraversare. Non sei solo.”
Dopo una settimana, noterai che si calma più in fretta. Non perché ha meno paura. Perché ha te.
Non devi eliminare la loro paura. Devi starci dentro con loro. La tua calma è contagiosa quanto la tua ansia.
Ma c’è qualcosa che non ti ho detto
Il Respiro Specchio funziona. Ma non ti ho detto perché TU reagisci così alla loro paura.
Il modo in cui rispondi quando hanno paura non dipende solo da loro. Dipende da come qualcuno ha risposto a te quando avevi paura tu.
Quei momenti hanno lasciato un segno. E quel segno si attiva ogni volta che vedi i bambini in ansia.
Se vuoi capire perché la loro paura attiva la tua, e come interrompere il ciclo senza sopprimere niente, ho scritto una guida completa: L’Ansia che Passa – Prima di Tutto EP06
Lì scoprirai cosa c’entra il tuo passato. E come trasformare l’ansia in connessione.
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