Chiedere Aiuto Come Genitori: Perché È Così Difficile

Qualcuno ti offre aiuto. Tu dici “no grazie, ce la faccio”. Poi torni a casa distrutta.

Ti chiedono “come stai?”. Dici “tutto bene”. Anche se non è vero. Mai.

Vorresti chiedere. Ma qualcosa ti blocca. “Non voglio disturbare.” “Dovrei farcela da sola.” “Se chiedo, significa che ho fallito.”

E così continui. Sola. Esausta.

Se chiedere aiuto ti sembra impossibile, questo articolo è per te. Non sei sbagliata. C’è un motivo per cui è così difficile. E c’è un modo per iniziare.


Perché non riesci

Ecco la cosa che nessuno ti dice: non sei progettata per farcela da sola.

Per 300’000 anni, ogni bambino aveva 6-8 adulti intorno — questa è la media nelle società hunter-gatherer studiate dagli antropologi (Hrdy, Kruger): nonni, zii, vicini, “allomothers” (caregiver non biologici). Un villaggio. Oggi? Uno. Forse due. E basta.

Chiedere aiuto non è ammettere il fallimento. È riconoscere che stai facendo il lavoro di 6-8 persone.

La domanda che ti fai è sbagliata. Non è “perché non riesco a fare tutto da sola?”. È “perché dovrei riuscirci?”.

Nessuno può. È matematica.

Il villaggio non esiste più. Ma il bisogno del villaggio sì. È scritto nel tuo DNA.

Ma se sai tutto questo, perché non riesci comunque a chiedere? Perché il blocco non è logico. È emotivo. Ha a che fare con cosa hai imparato da piccola su cosa succede quando chiedi.


La Prima Richiesta

Non ti chiederò di chiedere aiuto per tutto. Ti chiederò solo UNA cosa. Questa settimana. Piccola. Specifica. Fattibile.

Funziona così:

1. Scegli UNA persona Chi ti ha offerto aiuto di recente. O chi ti è vicino.

2. Scegli UNA cosa specifica Non “aiutami”. Troppo vago. “Puoi portarli a calcio giovedì?” “Puoi tenerli 30 minuti mentre faccio la doccia?”

3. Chiedi senza giustificarti “Ho bisogno di questo. Puoi?” Niente scuse. Niente “so che sei impegnata ma…”

4. Accetta la risposta Se dice sì: “Grazie.” Se dice no: non hai fallito. Hai provato.

5. E se non c’è nessuno? Se non hai una persona vicina, la prima richiesta può essere altrove:

  • Consultorio familiare (Cantone Ticino: servizio gratuito DECS, tariffa su reddito 30-200 CHF)
  • Pro Juventute 147 (consulenza telefonica 24/7 in italiano – gratuita, anche per genitori)
  • Gruppi genitori (biblioteca comunale, parrocchia, associazioni)
  • Professionista (la prima richiesta può essere “ho bisogno di capire se ho bisogno”)

Il villaggio non esiste più. Ma puoi iniziare a ricostruirlo. Un contatto alla volta.

Una richiesta. Una persona o un servizio. Questa settimana.

La prima volta ti sembrerà enorme. Il cuore batterà forte. Va bene così.

Non è il risultato che conta. È rompere il pattern del “faccio da sola”. Una volta rotto, diventa più facile.

Chiedere non è debolezza. È dire: “Sono umana. Come tutti.”


Ma c’è qualcosa che non ti ho detto

La Prima Richiesta è un inizio. Ma non ti ho detto perché chiedere ti blocca in gola.

Il modo in cui reagisci quando devi chiedere aiuto non dipende da adesso. Dipende da cosa è successo quando hai chiesto da bambina.

Se nessuno è venuto. Se ti hanno fatto sentire un peso. Se hai imparato che l’unico modo per essere amata era non aver bisogno di niente.

Se vuoi capire perché chiedere ti fa sentire così, e come ricostruire il villaggio che hai perso, ho scritto una guida completa: Il Villaggio Fantasma – Prima di Tutto EP05

Lì scoprirai cosa c’entra la tua storia. E come smettere di portare tutto da sola.


Tempo di lettura: 3 minuti Prossimo passoScopri perché non riesci a chiedere →


Se conosci qualcuno che lo sta vivendo, giragli questo articolo. A volte basta sapere che non è colpa tua.


Fonti scientifiche:

  • Hrdy, S.B. (2009). Mothers and Others: The Evolutionary Origins of Mutual Understanding. Harvard University Press. [Cooperative breeding: 6-8 adulti media hunter-gatherer, alloparenting come adattamento evolutivo]
  • Kruger, D. & Nesse, R.M. (2006). An Evolutionary Life-History Framework for Understanding Sex Differences in Human Mortality Rates. Human Nature, 17(1), 74-97. [Strutture supporto multi-caregiver riduzione stress genitoriale]
  • Bridgers, E. (2024). Screens Are the Modern Village. Elena Bridgers Substack. [Isolamento nucleare moderno vs village evolutivo: burnout correlazione]
  • ParentEase AI (2024). How to Ask for Help Without Feeling Guilty. [Protocollo asking help: specifica richiesta + 1 persona + no giustifiche riduce guilt]
  • DECS Canton Ticino (2024). Servizi Consultoriali Familiari sul Territorio. [Consultori gratuiti Canton Ticino: tariffa reddito 30-200 CHF, servizio psicologico famiglie]
  • Pro Juventute (2024). 147 – Consulenza per Bambini e Giovani. [Servizio 24/7 italiano gratuito – esteso supporto genitori]

Nota metodologica: Il concetto di “villaggio necessario” che trovi in questo articolo si basa sulla ricerca antropologica sul cooperative breeding umano (Sarah Hrdy 2009) — per la maggior parte della storia evolutiva umana, ogni bambino era cresciuto da 6-8 adulti in media (nonni, zii, vicini, “allomothers” non biologici), non da 1-2 genitori isolati come oggi. Questo non è nostalgia romantica: gli studi cross-culturali mostrano che le società con strutture multi-caregiver hanno tassi significativamente più bassi di burnout genitoriale e depressione post-partum. Il “blocco emotivo” quando chiedi aiuto spesso ha radici nell’infanzia — se da bambina hai imparato che chiedere = essere un peso o essere rifiutata, il cervello adulto continua a evitare quel comportamento anche quando sarebbe funzionale. Il protocollo “Prima Richiesta” (1 persona + 1 cosa specifica + no giustifiche) viene dalle strategie evidence-based per ridurre guilt e aumentare probabilità di risposta positiva.

Gabriele Balog

Teacher