“Occhio ai Vichinghi” di Gianluca Daffi è un gioco che allena discriminazione visiva, attenzione selettiva e pianificazione strategica. Il meccanismo: osservare rapidamente carte di vichinghi e identificare i “gemelli”—quelli che hanno bocca, naso, occhi e forma del viso identici—ignorando gli elementi distraenti come barbe folte, capelli e elmetti.

Non basta guardare velocemente. Serve discriminare quali caratteristiche contano e quali no, sotto pressione temporale e competitiva. Ogni partita rafforza la capacità di filtrare informazioni irrilevanti e concentrarsi sui dettagli critici—una competenza che si trasferisce dalla lettura (distinguere lettere simili) alla vita quotidiana (riconoscere pattern significativi nel rumore visivo).

Il gioco lavora anche sulla pianificazione: decidere quando fermarsi con una tripletta sicura o rischiare continuando la ricerca. Bilanciare certezza e opportunità in tempo reale.

Un allenamento di precisione visiva mascherato da reclutamento vichingo.

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