“Serendipità” di Telmo Pievani documenta come le scoperte scientifiche più importanti spesso avvengano per errore, per caso, o cercando qualcos’altro. Penicillina, raggi X, microonde, velcro—tutte serendipità. Il libro dimostra che la scienza progredisce non solo attraverso metodo rigoroso e pianificazione, ma anche attraverso la capacità di riconoscere il valore dell’imprevisto.

Comprendere questo meccanismo significa acquisire una competenza cognitiva fondamentale: la flessibilità di abbandonare il piano quando l’evidenza suggerisce qualcosa di più interessante. Non è caos—è disciplina nell’osservazione combinata con apertura al disallineamento tra ipotesi e risultato. La serendipità richiede sia competenza tecnica (per riconoscere l’anomalia) sia umiltà intellettuale (per ammettere che stavi cercando tutt’altro).

Capire questo principio rende le persone culturalmente più mature: insegna che l’errore non è fallimento ma informazione, che i piani rigidi sono spesso meno efficaci della navigazione adattiva, e che l’intelligenza sta nel saper vedere ciò che non stavi cercando.

Un libro che smonta il mito della scienza come processo lineare e deterministico. Un libro che insegna il significato del concetto “mente preparata”.

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