“Tutti i mondi possibili” di Telmo Pievani esplora la contingenza evolutiva: se potessimo “riavvolgere il nastro” della vita e farlo ripartire, otterremmo risultati completamente diversi. L’evoluzione non è un processo deterministico che tende verso un punto di arrivo—è storia. Ogni biforcazione dipende da eventi casuali, estinzioni di massa, mutazioni accidentali. Noi non eravamo inevitabili.

Comprendere questa prospettiva costruisce una competenza cognitiva fondamentale: il pensiero controfattuale applicato alla realtà. La capacità di vedere che ciò che esiste ora non era “necessario”, ma è solo uno dei possibili esiti. Questo smonta ogni forma di determinismo—biologico, storico, culturale. Non esistono “destini manifesti” o “traiettorie naturali”.

Capire la contingenza rende le persone culturalmente più mature e democraticamente più solide: insegna che nessuna configurazione sociale o biologica è “naturale” o “inevitabile”, che il futuro è aperto, e che le scelte contano proprio perché avrebbero potuto essere diverse. Un antidoto al fatalismo e al pensiero teleologico.

Un libro che insegna a pensare in termini di possibilità, non di necessità.

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